Lo scorso 16 marzo, a Erbil, è stato commemorato il 37° anniversario del massacro di Halabja, il più grande attacco chimico contro una popolazione civile nella storia. Questa cerimonia riporta a uno dei capitoli più dolorosi della storia del popolo curdo e alle complesse relazioni tra il Kurdistan iracheno e il governo centrale di Baghdad. Halabja non è solo un ricordo doloroso, ma il simbolo di una diffidenza strutturale che ancora oggi accompagna ogni confronto politico tra Erbil e Baghdad: la paura che lo spettro dell’autoritarismo centrale possa riaffacciarsi, minando i fragili equilibri raggiunti dopo anni di lotte e compromessi.
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