Sebbene il mondo osservi le rotte del Mar Rosso quali arterie vitali del commercio globale, lo Yemen si rivela ben più di un mero snodo di transito: esso rappresenta l’epicentro di una crisi stratificata, in cui i condizionamenti geografici convergono con le più recenti dinamiche di guerra asimmetrica. A lungo definita una “guerra dimenticata”, la crisi yemenita si configura oggi come il paradigma dell’instabilità contemporanea, un contesto in cui il collasso di uno Stato sovrano si interseca con le ambizioni regionali e con la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento europee. Comprendere l’odierno scenario yemenita significa non solo analizzare una crisi umanitaria senza precedenti, ma anche decodificare le nuove coordinate di sicurezza nel “Mediterraneo allargato”, un’area in cui la salvaguardia degli assetti marittimi – come nel caso di una fregata italiana nello stretto di Bab el-Mandeb – risulta indissolubilmente legata alla tenuta istituzionale di Sana’a.
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