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Migrazioni e governance europea: quale futuro per i Balcani?

Negli ultimi due decenni, i Balcani occidentali si sono consolidati come spazio centrale nella governance delle migrazioni verso l’Unione europea. La cosiddetta “rotta balcanica” non può più essere interpretata come un fenomeno emergenziale, ma si è trasformata in una componente strutturale della mobilità verso lo spazio Schengen, strettamente connessa alle scelte europee in materia di controllo, cooperazione e gestione esterna dei flussi.

Al termine di questo processo, i Balcani hanno progressivamente cessato di essere solo un’area di transito, assumendo una funzione attiva nella selezione e nel contenimento dei movimenti migratori prima dell’ingresso formale nell’UE. Attraverso strumenti di cooperazione operativa, il coinvolgimento di agenzie europee e meccanismi finanziari legati alla preadesione, la governance migratoria viene anticipata al di fuori del territorio giuridico dell’Unione (Commissione europea – DG NEAR, s.d.).

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