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Relazioni diplomatiche Italia-Perù: un bilancio dopo la celebrazione dei 150 anni, parla l’Ambasciatore Manuel Cacho-Sousa Velázquez

Italia e Perù hanno celebrato un traguardo storico: 150 anni di relazioni diplomatiche e il bicentenario dell’indipendenza del Perù. Due anniversari che offrono l’occasione per fare un bilancio a conclusione di un anno speciale, per riflettere sul lungo cammino di amicizia, cooperazione e scambi che lega Roma e Lima dal 1874. In questo secolo e mezzo, i rapporti bilaterali si sono rafforzati in campo politico, economico, commerciale e umanitario, sostenuti da una rete di collaborazioni in costante crescita. La comunità peruviana residente in Italia, tra le comunità latinoamericane, è la più numerosa, stimata in poco più di 300.000 persone, e allo stesso tempo la presenza italiana in Perù contribuisce allo sviluppo del Paese grazie a piani industriali, progetti di cooperazione e iniziative culturali. In occasione di questo anniversario, abbiamo intervistato S.E. Manuel Cacho-Sousa Velázquez, Ambasciatore del Perù in Italia, per approfondire il significato di questa ricorrenza, analizzare il futuro dei rapporti tra i due Paesi e comprendere come le nuove generazioni possano rinnovare un’eredità che è ormai diventata storica. Ringraziamo per l’attenzione che S.E. l’Ambasciatore ha riservato al nostro Centro Studi, il più importante del Sud Italia e uno dei più attivi Think tank del Paese.

Eccellenza, in occasione della conclusione delle ricorrenze per i 150 anni di relazioni bilaterali, è positivo ricordare l’incidenza della comunità peruviana in Italia e il suo radicamento. Quale ritiene possa essere, oggi il contributo più significativo che i cittadini di origine peruviana apportano alle relazioni tra i due Paesi, e quali iniziative l’Ambasciata sta promuovendo per intensificare questo processo di integrazione?

L’importante commemorazione del 150° anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra il Perù e l’Italia, nel 2024, ha dato nuovo impulso al dialogo politico e al continuo rafforzamento delle relazioni bilaterali. È indubbio che, in questo contesto, la presenza di una numerosa comunità peruviana in Italia rappresenti un elemento fondamentale per rendere ancora più dinamico tale rapporto. I residenti peruviani in territorio italiano superano le 300 mila persone e la comunità italiana nel nostro Paese supera le 50 mila. Questo prezioso ponte culturale richiede azioni coordinate per affrontare adeguatamente le sfide della migrazione e garantire la piena integrazione dei nostri connazionali. Il contributo della comunità peruviana in Italia si manifesta sotto diversi aspetti. In ambito occupazionale, secondo i dati del Ministero del Lavoro italiano, oltre il 45% dei cittadini peruviani con impiego opera nel settore dei servizi sociali e alla persona. Il 19,4% è attivo nel comparto dei trasporti e dei servizi alle imprese, seguito dal settore alberghiero e della ristorazione (11%), e da quello industriale (10%). Il tasso di occupazione dei cittadini peruviani in Italia raggiunge il 72,1%. In ambito culturale, la comunità peruviana offre un contributo rilevante attraverso espressioni artistiche e iniziative ampiamente apprezzate dal pubblico italiano. Le manifestazioni collettive si distinguono per la valorizzazione della gastronomia, la promozione delle danze folcloristiche, la presenza nel panorama musicale e letterario, nonché per l’organizzazione di attività sportive e associative che favoriscono l’integrazione multiculturale. Nel loro insieme, tali contributi testimoniano la vitalità della diaspora peruviana e il suo apporto significativo al panorama culturale italiano. Per sostenere questo prezioso processo di integrazione, il Perù e l’Italia stanno negoziando un accordo in materia di riconoscimento reciproco e conversione di patenti di guida. È un processo lungo, ma speriamo di poterlo concludere presto, così da disporre di uno strumento che faciliti lo spostamento interno delle comunità migranti in entrambi i Paesi. Inoltre, speriamo di avviare i dialoghi in materia di sicurezza sociale, al fine di disporre di un meccanismo volto a migliorare le condizioni di pensionamento dei migranti regolarmente assunti sia in Perù che in Italia.

Le collaborazioni culturali e scientifiche tra l’Italia e il Perù sono in forte espansione, sia in ambito universitario che attraverso iniziative private. I progetti di cooperazione in tali settori hanno, di solito, ricadute nel medio e lungo periodo, è perciò fondamentale coinvolgere le nuove generazioni. Lei quali priorità indicherebbe per agevolare tali scambi tra giovani ricercatori?

La ricerca e l’innovazione sono i motori dell’economia del nostro tempo e le collaborazioni in questo campo consentiranno di formare professionisti qualificati per sviluppare industrie sostenibili e redditizie in America Latina e, in particolare, in Perù. Poche settimane fa, durante una visita a Trieste promossa dall’Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana (IILA), ho avuto l’opportunità di conoscere le strutture del Centro Internazionale di Fisica Teorica (CIFT), finanziato dall’UNESCO, dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e dal Governo italiano. Lì, ho incontrato studenti peruviani impegnati in dottorati di fisica e matematica, che si stanno formando in un centro d’eccellenza e il cui contributo futuro alla ricerca nel nostro Paese sarà fondamentale. In egual maniera, sono molti gli studenti peruviani che decidono di studiare nelle università italiane e il cui contributo professionale rafforzerà i legami di collaborazione scientifica. Altresì, vorrei sottolineare che il nono Incontro degli Scienziati Peruviani in Europa si è svolto a Pisa lo scorso settembre, con il sostegno della prestigiosa università di tale città. Questa serie di eventi mira a consolidare i legami accademici e scientifici tra i ricercatori peruviani, in patria e all’estero, e a favorire la creazione di spazi di confronto che connettano il talento scientifico peruviano con istituzioni di eccellenza in Italia e in altri Paesi europei. A tal proposito, l’Ambasciata esprime il proprio apprezzamento per le numerose opportunità che l’Italia offre alla formazione dei professionisti peruviani. Sono molto apprezzate le borse di studio finanziate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, così come quelle promosse dall’IILA in ambito tecnico-scientifico. Accogliamo con favore iniziative quali il programma “Inclinati verso l’America Latina” dell’Università di Pisa, di cui hanno già beneficiato studenti del nostro Paese, e continuiamo a mantenere attivi rapporti di collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma e con l’Università “Luiss Guido Carli”. L’Ambasciata del Perù sta lavorando per ampliare queste possibilità di cooperazione scientifica con il sostegno di istituzioni alleate come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che ha inoltre sviluppato progetti nel nostro Paese in materia archeologica, per i quali il contributo italiano è stato fondamentale.

Commercio ed economia. Si stima che gli scambi commerciali abbiano raggiunto circa 1,3 miliardi di euro nel 2023, con un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Italia e Perù hanno profili economici in parte complementari, che potrebbero giovarsi di maggiore collaborazione e integrazione. In quali settori il Suo Paese auspica maggiori sinergie con l’Italia?

In campo economico, le prospettive di crescita del commercio bilaterale sono straordinarie. Nel 2024 gli scambi hanno registrato un incremento significativo, superando 1,6 miliardi di euro e confermando l’Italia come quarto partner commerciale del Perù all’interno dell’Unione Europea. Tuttavia, questi risultati rappresentano solo una parte del reale potenziale derivante dalla nostra forte complementarità economica. A tal proposito, vorrei ricordare che lo scorso ottobre si è svolta a Roma la XII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, uno spazio di grande rilevanza per la promozione del dialogo e degli scambi della nostra regione con l’Italia. In quell’occasione, il Perù ha sostenuto con convinzione che lo scambio commerciale dell’Italia con l’America Latina, valutato a 33 miliardi di euro, potrebbe decuplicarsi nel prossimo futuro, presentandolo come un obiettivo comune. Il Ministro degli Affari Esteri, Dott. Antonio Tajani, ha riconosciuto questo approccio come concreto e fattibile, e tale visione è divenuta uno dei messaggi centrali della Conferenza. Inoltre, la nostra regione assume un ruolo strategico, essendo sede di circa il 60% delle riserve mondiali di litio e responsabile del 40% della produzione globale di rame, due minerali essenziali per la transizione energetica e digitale. Si noti anche la nostra diversità biologica e il nostro enorme potenziale nella produzione di energia rinnovabile: idroelettrica, solare ed eolica. La nostra proiezione come partner rilevanti si basa anche sui valori fondamentali dell’economia globale come l’impegno per lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente. In questo contesto e con una visione strategica di lungo periodo, il Perù si proietta sul mercato italiano con una solida politica di internazionalizzazione e apertura economica. I nostri risultati macroeconomici sono chiaramente dimostrabili: una crescita media del 4,4% negli ultimi due decenni e un’inflazione a una sola cifra durante gli ultimi trent’anni. E non finisce qui, poiché la nostra economia continuerà a crescere di circa il 3% all’anno fino al 2028, guidata dagli investimenti privati, dalla diversificazione produttiva e dalla competitività. Per quanto riguarda i settori con buone prospettive e in cui l’Italia possiede elevate competenze, vorrei evidenziare i seguenti: infrastrutture, ferrovie e mobilità, energie rinnovabili, sanità, agricoltura, nonché l’industria navale e aeronautica.

In questo periodo, la politica internazionale registra tensioni, conflitti e difficoltà di dialogo. Le antiche relazioni diplomatiche e politiche tra Perù e Italia possono costituire un esempio positivo di collaborazione, come potrebbero essere ulteriormente rafforzate?

Stiamo vivendo un contesto internazionale complesso, caratterizzato dall’incertezza e da una maggiore multipolarità, in cui la motivazione principale degli attori internazionali sembra essere la concorrenza. Tuttavia, in tempi turbolenti, l’impegno per la democrazia, lo stato di diritto e il dialogo politico deve essere ulteriormente rafforzato. Per questo desidero evidenziare l’elevato grado di relazioni bilaterali raggiunto dai nostri Paesi, caratterizzato da un dialogo politico costante e proficuo che si estende ai settori economico, della cooperazione, consolare, culturale e della difesa, nonché da una convergenza di principi e valori a livello internazionale come la difesa del multilateralismo, a testimonianza della ricchezza e della varietà dei temi affrontati dalla nostra agenda bilaterale. In tal senso, ritengo che il Perù e l’Italia siano un esempio positivo di amicizia e vocazione dialogante. Vorrei sottolineare che, da quando ho assunto la carica di Ambasciatore nel maggio 2024, si sono svolte due riunioni del Meccanismo di Consultazioni Politiche Bilaterali a livello di Vice Ministri degli Affari Esteri, aLima e a Roma, con ottimi risultati. L’ultima, che si è svolta nel settembre 2025 presso la sede della Farnesina, è stata presieduta dal Viceministro delle Relazioni Estere del Perù, Ambasciatore Felix Denegri, e dal Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Dott.ssa Maria Tripodi, una grande amica del Perù che, con la sua importante leadership, ha saputo imprimere dinamismo ed efficacia al meccanismo del dialogo. Uno dei risultati più rilevanti dell’ultimo incontro è stata la conferma da parte dell’Italia del proprio interesse a collaborare per colmare il divario infrastrutturale del Perù, partecipando ai progetti del portafoglio di investimenti del nostro Paese. La complementarità economica, le opportunità di investimento e l’attiva interazione in campo culturale offrono le opportunità per un approfondimento del rapporto con l’Italia. Nell’ambito del 150° anniversario delle relazioni diplomatiche, oltre al viaggio del Sottosegretario di Stato Maria Tripodi, abbiamo ricevuto altre alte autorità, tra cui spiccano il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Dott. Giorgio Silli (febbraio 2025), il Presidente del Gruppo di Amicizia Parlamentare Italia – Perù, Onorevole Manfred Schullian, insieme a una delegazione parlamentare (ottobre 2024), e la Segretaria Generale dell’IILA, Ambasciatrice Antonella Cavallari (ottobre 2024).

Lima ospita l’Università più antica delle Americhe. Napoli ospita l’Università laica pubblica più antica del mondo. Partendo da questi dati storico-culturali, si possono immaginare scambi ed iniziative comuni per analizzare e affrontare insieme alcune delle sfide poste dalla gestione delle grandi aree urbane?

Napoli è una delle città italiane con cui il Perù intrattiene rapporti significativi. Ne è prova il fatto che il nostro Paese vi ha istituito un Consolato Generale Onorario dal 1979. Per quarant’anni è stato a carico del Dott. Carlo Iaccarino, che ha svolto un lavoro formidabile di avvicinamento tra i nostri popoli e di assistenza alla comunità peruviana. Attualmente la nostra Console Generale Onoraria è la Dott.ssa Fabiano Capuano, che continua a contribuire ampiamente a questo rapporto speciale tra il Perù e l’amata città di Napoli. La vicinanza ai grandi centri urbani d’Italia e lo scambio di esperienze nella gestione pubblica dei governi subnazionali sono una delle priorità di questa Ambasciata. Pertanto, colgo l’occasione per anticipare che nel corso del 2026 l’Ambasciata del Perù organizzerà una visita ufficiale a Napoli, dove auspico di incontrare le principali autorità e irappresentanti economici e sociali della città. Sarà inoltre un’opportunità per dialogare con i dirigenti e i membri del Centro Studi Internazionali, rinomato Think tank che ci offre una lucida visione accademica della politica estera italiana, particolarmente apprezzata dalla comunità diplomatica.

*Intervista a cura del Presidente del Centro Studi Internazionali Antonio Virgili e del Vicedirettore Federico Cortese

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