La nostra storia
EST. 1992
Un’idea nata dalla storia
Pochi momenti nella storia contemporanea hanno ridisegnato la mappa del mondo con la stessa intensità del triennio 1989–1992. La caduta del Muro di Berlino, la dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’indipendenza delle repubbliche baltiche, la fine del Patto di Varsavia e la Guerra del Golfo segnano la definitiva archiviazione dell’ordine bipolare che aveva governato le relazioni internazionali per quasi mezzo secolo. Il 1992 è il primo anno del mondo dopo l’URSS: un anno di vuoto e di possibilità, di incertezza e di straordinaria apertura intellettuale.
È in questo contesto di profonda trasformazione che un ristretto gruppo di professionisti napoletani avverte con urgenza la necessità di uno spazio dedicato allo studio e alla comprensione delle relazioni internazionali — una disciplina che in Italia, in quegli anni, stentava ancora a trovare una propria voce istituzionale. Solo nel corso degli anni successivi sarebbero fiorite le riviste, i centri e gli enti specializzati che oggi popolano il panorama degli studi internazionali nel nostro Paese.

La fondazione (1992)
Il 1° luglio 1992 il Centro Studi Internazionali viene costituito formalmente e legalmente presso la sua prima sede di Via Martucci, Napoli, diventando fin da subito il principale think tank di relazioni internazionali della città partenopea.
Fin dai primi mesi di attività, il CSI dimostra un respiro autenticamente internazionale: avvia contatti con l’Ufficio Statistico della Comunità Europea (Eurostat) per la creazione di un centro di documentazione a Napoli, con particolare attenzione ai documenti dell’OSCE sullo sviluppo del commercio internazionale. Nel dicembre 1992 esce il primo numero del periodico Studi Internazionali, che diventerà uno degli strumenti editoriali di riferimento del Centro — rifondato nel 2020, è tutt’ora attivo.
I primi anni: diplomazia, convegni e diritti umani (1993–2006)
Il Centro si afferma rapidamente come luogo di incontro e di dialogo tra la realtà italiana e quella internazionale. I primi anni sono segnati da una intensa attività convegnistica e seminariale con rappresentanze diplomatiche straniere in Italia, in particolare dei Paesi Baltici di recente indipendenza, con eventi distribuiti tra Napoli e Roma.
Nel 1994 il CSI realizza un progetto per la Regione Campania, a testimonianza del radicamento territoriale che ha sempre accompagnato la vocazione globale del Centro.
A partire dal 1999, prende avvio la produzione editoriale con i primi volumi su temi storici, demografici e di scienze sociali — una tradizione che proseguirà con oltre dieci volumi collettanei e monografici pubblicati fino ad oggi. Nei primi anni del nuovo millennio, il CSI intensifica le proprie attività sui diritti umani, collaborando con istituzioni di primo piano come la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, l’Istituto Italiano di Scienze Sociali, l’Istituto Italiano di Studi Filosofici e Amnesty International.
Nel 2003, un riconoscimento destinato a segnare la storia del Centro: il Presidente Prof. Antonio Virgili conferisce personalmente a Roma, per la prima volta, il Premio del Centro Studi Internazionali a Sua Santità il Dalai Lama Tenzin Gyatso, già Premio Nobel per la Pace, per il contributo dato agli ideali di convivenza internazionale pacifica.
Nel gennaio 2006, il CSI viene inserito nell’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, riconoscimento ufficiale della rilevanza scientifica e tecnologica delle sue attività.
Formazione e giovani generazioni (2004–2019)
Una costante lungo tutta la storia del Centro è l’attenzione rivolta alle nuove generazioni. Il CSI ha sempre creduto che educare i giovani alle complessità del mondo sia un investimento strategico per la società.
Tra le iniziative più significative in questo ambito, spicca il GeoLab – Laboratorio di Geopolitica e Scienze Sociali, attivo ininterrottamente tra il 2004 e il 2016 presso scuole secondarie di secondo grado, affiancato da un corso di giornalismo internazionale che ha avvicinato centinaia di studenti alle logiche dell’informazione globale.
Nel 2016, il CSI sottoscrive una partnership con la Lazarus Union e il Corpo Italiano di San Lazzaro per realizzare nelle scuole il progetto GirlUp della United Nations Foundation, con l’obiettivo di promuovere la parità di genere e l’empowerment femminile tra le giovani generazioni.
Il 2016 segna anche l’ingresso del Centro nel network UN Academic Impact dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’iniziativa che unisce enti universitari e di ricerca di tutto il mondo nella promozione dei diritti umani, dell’accesso alla conoscenza e dello sviluppo sostenibile. Un riconoscimento che consolida la dimensione internazionale del CSI e ne rafforza la rete di relazioni globali.
Il rinnovamento (2019–2020)
Tra il 2019 e il 2020, in uno dei periodi più dirompenti della storia recente — segnato dalla pandemia da Covid-19 — il Centro Studi Internazionali compie una scelta coraggiosa: rinnovarsi radicalmente, affidando la gestione a una squadra giovane composta da dottorandi, ricercatori e giovani professionisti, con l’obiettivo di imprimere un nuovo slancio alle attività e di focalizzarle su ricerca, analisi e comunicazione.
In breve tempo, il CSI ritrova la sua piena vitalità: nuove partnership vengono avviate, la presenza sui canali digitali si consolida e si allarga, e le attività riprendono con rinnovata energia. Vengono rilanciati la rivista Studi Internazionali e avviata la CSI Review, dal taglio scientifico-accademico. Si stringono collaborazioni con istituzioni nazionali di primo piano — la Camera dei Deputati, il CNEL, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale — e si avviano audizioni con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Una presenza europea e internazionale (2021–oggi)
Negli ultimi anni il Centro ha ulteriormente ampliato la propria proiezione internazionale. Il CSI partecipa con regolarità al Forum Economico di Krynica (già Forum di Karpacz), una delle più importanti piattaforme di dialogo politico ed economico dell’Europa centro-orientale, figurando tra i partner delle edizioni 2021, 2022, 2024 e 2025.
Tra il 2022 e il 2023, il Centro porta a termine il progetto europeo SustainEU – Embracing the Digital and Green challenges of the Next Generations, co-finanziato dall’Unione Europea e dall’Agenzia Nazionale Giovani, dedicato alle sfide della transizione digitale e verde per le nuove generazioni.
Dal 2023 è operativo l’Osservatorio sulla Cooperazione Internazionale allo Sviluppo Sostenibile (OCISS), realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno. Nel 2025 nasce l’Osservatorio per la Sicurezza, Difesa e Politiche Spaziali (OSDPS), un programma innovativo per l’analisi della geopolitica dello spazio e dei temi della sicurezza nazionale e internazionale.
Oggi il Centro Studi Internazionali è riconosciuto come il principale think tank del Sud Italia, attivo principalmente tra le città di Napoli, Roma e Bruxelles e una comunità di collaboratori — tra cui numerosi under-35 — che ne garantisce slancio, creatività e capacità di guardare al futuro.

Le firme dei Soci Fondatori sull’atto costitutivo datato 1 luglio 1992 registrato presso il Ministero delle Finanze

Corrispondenza tra l’Eurostat ed il Centro Studi Internazionali datata dicembre 1992

Il primo numero della rivista del Centro “Studi Internazionali” datata dicembre 1992
CSI brand identity
Il timbro originario del CSI su un verbale del Consiglio Direttivo del settembre 1993
La nostra identity si ispira alla storia e alle origini del CSI con uno stile semplice ed elegante, pronti a presentarci al mondo con uno sguardo in avanti.
Il logo del Centro Studi Internazionali risale alla sua fondazione nel 1992, utilizzato sui primi documenti come intestazione e timbri.
Negli oltre trent’anni di attività del Centro, il logo ha subito delle piccole modifiche, in particolare la rimozione della punteggiatura per rendere l’acronimo più leggero e l’aggiunta della scritta per esteso sul lato destro, nello stesso carattere, diviso da una sottile linea verticale. Abbiamo preferito dunque rimanere ancorati alla tradizione con uno stile semplice ed elegante.
Intestazione del CSI su un progetto realizzato per la Regione Campania nel 1994
Una storia lunga oltre 30 anni
1992
Nasce il Centro Studi Internazionali
Il Centro Studi Internazionali si costituisce formalmente e legalmente il 1 luglio 1992 presso la sua prima sede di Via Martucci in Napoli. Nel dicembre dello stesso anno verrà pubblicato il primo numero di Studi Internazionali.
1999
Le prime pubblicazioni
Il Centro Studi Internazionali dà avvio alla propria attività editoriale, pubblicando i primi volumi su temi di scienze sociali e storici. Da questo momento prende forma una tradizione di ricerca e divulgazione che prosegue ininterrottamente fino a oggi.
2003
Istituzione del Premio del Centro Studi Internazionali
Nel 2003 il Presidente Prof. Antonio Virgili conferirà personalmente a Roma, per la prima volta, il Premio del Centro Studi Internazionali a S.S. il Dalai Lama Tenzin Gyatso, già Premio Nobel per la Pace, per il contributo dato agli ideali di convivenza internazionale pacifica.
2004
L’impegno nella formazione
Il CSI rafforza la propria vocazione formativa, promuovendo attività rivolte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per avvicinarli ai temi delle relazioni internazionali. Tra le iniziative più significative si distinguono il corso di giornalismo internazionale e il Laboratorio di Geopolitica e Scienze Sociali (GeoLab), attivo ininterrottamente dal 2004 al 2016. Oggi il Centro si occupa prevalentemente di alta formazione, sempre mantenendo una componente attenta alla formazione delle nuove generazioni.
2019
Il rinnovamento del Centro
Tra il 2019 e il 2020 il CSI avvia un profondo processo di rinnovamento, in uno dei periodi più complessi segnati dalla pandemia di Coronavirus. Una nuova generazione di dottorandi, giovani professionisti e ricercatori dona nuova linfa alle attività del Centro, imprimendo un nuovo slancio e concentrando l’impegno su ricerca, analisi e comunicazione. In breve tempo il CSI ritrova la sua vitalità, testimoniata da nuove partnership strategiche e da una presenza digitale sempre più solida e di qualità.
2020
Il lancio della rivista scientifica
Nel giugno 2020 il Centro Studi Internazionali inaugura la sua seconda rivista, CSI Review, una pubblicazione scientifica dedicata all’approfondimento delle relazioni internazionali e delle dinamiche geopolitiche contemporanee. Con questo nuovo progetto editoriale, il Centro consolida il proprio ruolo di riferimento nella ricerca e nell’analisi delle questioni globali.
2022
I primi 30 anni del CSI: verso un futuro digitale e sostenibile con le nuove generazioni
Nel 2022, in occasione dei suoi primi 30 anni, il Centro Studi Internazionali guida SustainEU (SEU), un progetto europeo Erasmus+ dedicato alle sfide della transizione verde e digitale. Rivolto a studenti universitari e giovani professionisti, SEU promuove formazione, consapevolezza e partecipazione attiva dei giovani nelle politiche europee sulla sostenibilità. Attraverso workshop, training e analisi dedicate, il progetto mira a rafforzare le competenze dei partecipanti, stimolare il dibattito con i policymakers e contribuire alla costruzione di un’Europa più sostenibile e inclusiva, con attività realizzate in Italia, Belgio e Lituania.