I presidenti dei cinque principali think tank italiani si incontrano a Roma, nella prestigiosa Sala della Regina, per discutere scenari, trasformazioni e nuove responsabilità globali
Si è tenuto lo scorso 14 ottobre, presso la Sala della Regina di Montecitorio, l’evento “Un’idea per il nuovo ordine mondiale”, promosso dall’Associazione Ex Parlamentari della Repubblica. L’iniziativa, introdotta dall’on. Giuseppe Gargani, presidente dell’Associazione, e moderata dalla giornalista Costanza Calabrese, ha riunito i presidenti dei cinque maggiori think tank italiani attivi nel campo delle relazioni internazionali.
In ordine alfabetico per cognome, hanno partecipato: Franco Bruni, presidente ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale; Daniele Frigeri, direttore CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale; Andrea Margelletti, presidente Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali; Michele Valensise, presidente IAI – Istituto Affari Internazionali; Antonio Virgili, presidente CSI – Centro Studi Internazionali.
Il dibattito, attraverso dei quesiti posti dal presidente on. Gargani, ha affrontato le incertezze dell’attuale scenario globale e il ruolo dell’Europa e dell’Italia in un contesto geopolitico in rapido mutamento.
Il focus dell’intervento di Antonio Virgili
Tra i contributi dell’evento, quello del prof. Antonio Virgili si è distinto per un approccio meno pessimistico ai processi internazionali in corso. Rispondendo alle sollecitazioni dell’on. Gargani, Virgili ha messo in evidenza alcuni punti chiave proponendo una lettura in parte divergente dei mutamenti internazionali. A suo avviso, ciò che molti definiscono “crisi del sistema mondiale” non è necessariamente un collasso, ma una fase di transizione che può rivelarsi persino positiva, se consente a un numero maggiore di Paesi di diventare protagonisti attivi e propositivi. Ha spiegato come la tradizionale geopolitica fondata sui territori e sulle aree di influenza sia oggi sempre più limitata e spesso smentita dalle nuove tecnologie, che ridisegnano i rapporti di potere oltre i confini fisici.
Richiamando intuizioni già avanzate da Brzezinski negli anni Sessanta, Virgili ha osservato che l’innovazione tecnologica non ha modificato solo gli equilibri economici e militari, ma ha introdotto un diverso modo di fare politica e di esercitare l’influenza. In questo quadro, ha sottolineato anche l’ambiguità con cui il termine “Europa” viene utilizzato nel dibattito pubblico: troppo spesso lo si adopera in modo generico, dimenticando che esiste una realtà geografica, storica e culturale che non coincide con l’Unione Europea. Unione Europea che resta una sfida ambiziosa ma fondamentale per il futuro, anche per il forte decremento demografico dei Paesi europei rispetto al resto del mondo.
Proprio sull’UE ha poi evidenziato una contraddizione ricorrente: l’Unione viene accusata di essere lenta, burocratica e inefficiente, ma quando fu proposta una Costituzione europea, che aveva anche lo scopo di snellire le procedure, furono forze politiche nazionali – in particolare nei Paesi Bassi e in Francia, soprattutto a destra, estrema destra ed estrema sinistra – a ostacolarne l’approvazione. Quanto al ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, Virgili ha osservato con realismo che, negli ultimi 150 anni, il nostro Paese non ha sviluppato – e non ha potuto sviluppare – una propria politica autonoma nell’area, restando spesso fortemente condizionato dalle priorità di Francia e Inghilterra prima, e poi di Stati Uniti e URSS-Russia.
Ha infine richiamato l’emergere di attori non statali – movimenti, gruppi, multinazionali e altri soggetti transnazionali – che oggi incidono in modo crescente sia sul diritto internazionale sia sulla scena globale.
L’invito conclusivo è stato a non escludere l’immaginazione in politica, per la soluzione dei problemi.
Il primato del CSI nel Mezzogiorno
La presenza del prof. Antonio Virgili ha anche confermato il ruolo del Centro Studi Internazionali (CSI) come principale think tank del Mezzogiorno. A differenza delle altre realtà intervenute – CeSPI, Ce.S.I. e IAI con sede a Roma, e ISPI con sede a Milano – il CSI ha base a Napoli, portando nel dibattito una prospettiva mediterranea e meridionale spesso assente nel panorama nazionale.
L’incontro della Sala della Regina ha rappresentato un momento inedito di confronto ai massimi livelli dell’analisi geopolitica italiana, contribuendo a delineare riflessioni e scenari per un nuovo ordine mondiale in evoluzione.





