Nel corso degli ultimi decenni, la supremazia internazionale si è definita sempre più attraverso l’innovazione tecnologica. Dalla corsa allo spazio della Guerra Fredda, emblema della competizione in cui scienza e potere geopolitico si intrecciano, fino alle attuali sfide per la leadership nell’intelligenza artificiale, la tecnologia è diventata il principale terreno di confronto tra Stati. Oggi, lo scenario geopolitico globale è determinato non solo dalla potenza economica, ma anche dalla capacità di innovare. La conoscenza tecnologica si trasforma così in una nuova misura della sovranità, capace di determinare il peso politico e strategico di una nazione. La corsa alle nuove tecnologie è più serrata che mai: la velocità con cui si sperimenta, si innova e si adatta diventa la chiave per arrivare prima dei concorrenti e guadagnare un posto ai tavoli dove si decide il nuovo ordine mondiale. In questo contesto in rapido mutamento, il Vecchio Continente sembra arrancare: ritardi, lanci spaziali mancati e la frammentazione dell’industria europea hanno rallentato la traiettoria tecnologica dell’Europa. Eppure, i leader politici e istituzionali sanno che il futuro dell’ordine globale non sarà deciso dallo Stato più ricco, ma da quello tecnologicamente indipendente.
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SAGA: la sfida europea per la cybersicurezza quantistica nello spazio
